Formazione

La “Scuola di Teatro Sergio Tofano“ (uno dei progetti operativi della Compagnia della Parola onlus) è un centro di formazione rivolto a chi intende far proprie le tecniche indispensabili ad affrontare le professioni sceniche, aperto anche, con percorsi mirati, a quanti si avvicinino al teatro e al mondo dello spettacolo per conseguire un arricchimento sul piano umano e culturale.
La didattica si avvale di programmi e di docenti in grado di offrire la risposta più adeguata alle aspettative di chi intende conseguire una formazione completa e aggiornata, in linea con la preparazione e i requisiti richiesti dal mondo del lavoro.
L’organizzazione delle attività didattiche offre una risposta articolata di soluzioni, compatibili con i diversi profili degli allievi che intendono accedere ai servizi della Scuola.
Il corpo docente è composto da professionisti di alto livello che mettono a disposizione la loro lunga esperienza sul campo, conciliando l’insegnamento con gli impegni teatrali o cinematografici, offrendo in tal modo agli allievi uno spaccato vivo della vita dell’attore.
La Scuola interviene inoltre a sostegno delle fasce deboli, con particolare riguardo alle esigenze formative volte all'inserimento dei giovani nelle attività produttive, con iniziative a ciò finalizzate e con l'adozione di misure specifiche.

Per informazioni visitare il sito:
www.stst.it
oppure telefonare:
(rete fissa) 011 88 46 79
(cellulare) 348 590 87 42


Scuola di Teatro Sergio Tofano®

laboratori e workshop

“Una bellissima bambina”

Laboratorio con
LAURA MARINONI

Tratto da “Musica per Camaleonti” di Truman Capote - è un piccolo capolavoro di scrittura a metà tra il racconto letterario e la pièce teatrale, che offre molte possibilità di esercizio sulla lettura ad alta voce, una vera e propria arte in sé.
La lettura a voce alta costringe ad un’attenzione e una concentrazione specifica sul testo; trovo che sia indispensabile per scoprirne tutte le potenzialità, le sfumature, per amarne il senso e il valore.
Il mio intento è arrivare a stimolare gli attori a scoprire il piacere della parola, provocando una riflessione sul linguaggio come vera e propria materia prima dell’arte dell’interpretazione scenica.
Questo esercizio comprende naturalmente anche la focalizzazione dell’attenzione sulla voce, con tutte le sue straordinarie e personalissime qualità, e sull’importanza dell’ascolto.
All’interno di questo racconto, Capote disegna due figure teatrali d’eccezione, sè stesso e Marylin Monroe, di cui era carissimo amico, regalandoci un ritratto unico e umanissimo della “donna più bella del mondo”.
Le battute di vere e proprie scene teatrali si alternano continuamente alla voce del narratore e dunque passeremo con scioltezza dalla lettura espressiva -naturale trampolino per la recitazione- all’interpretazione di due personaggi estremamente affascinanti, lavorando al contempo sulla specificità dei caratteri e sulla naturalezza espressiva.


18 ore tra il 25-26-27 marzo 2022

Per informazioni o contatti rivolgersi alla segreteria ai numeri:
(rete fissa) 011 88 46 79
(cellulare) 348 590 87 42

oppure inviare una e-mail a:
scrivi@compagniadellaparola.it

Laura Marinoni

Laura Marinoni


Attrice milanese, debutta a vent’anni in televisione e si forma all’Accademia Silvio d’Amico a Roma.
Inizia la carriera sotto la guida di Giuseppe Patroni Griffi che la dirigerà nella pirandelliana Trilogia del teatro nel teatro (Premio Duse 1989) e con cui inizia un lungo sodalizio teatrale come giovane protagonista della sua compagnia.
Si cimenta nella tragedia greca in Antigone, Prometeo incatenato (Premio della Stampa 2002), Andromaca, Edipo Re al Teatro Greco di Siracusa, in capolavori classici di Corneille, Shakespeare, Marivaux, Goldoni, Cechov, Eliott, Pasolini, Brecht-Weill e in opere di autori contemporanei come Palazzeschi, Bigagli, Traverso, Pressburger, Petruzzelli, Müller, Testori, Pinter.
Lavora con registi quali Strehler, Castri, Braunschweig, Albertazzi, Lavia, Lievi, Hermanis, Schilling, Sciaccaluga, Malosti, Ronconi (Lolita di Nabokov, Premio Ubu 2001), Latella (con lui Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder, Premio Duse 2007 e Un tram che si chiama desiderio di T. Williams, Premio Hystrio e Premio Maschere del Teatro 2012).
L’Opera da tre soldi le regala successo anche come cantante (Premio Internazionale Flaiano e Veretium 2004).
Scrive con A. Caiani Giuliette, musical per voce sola su testi di Shakespeare e Fellini.
Nel 2015 debutta ne L’onorevole di Sciascia, per la regia di E. Vetrano e S. Randisi e nell’«operita musical per cantattrice e suonatori» Amore ai tempi del colera, tratto dal romanzo di García Márquez.
Ha recitato ne La Prova, scritto e diretto da Pascal Rambert, ed è stata la protagonista di Purgatorio di Ariel Dorfman diretto da C. Rifici e di Fedra di Seneca, con la regia di A. De Rosa. Al Franco Parenti di Milano inizia una collaborazione artistica con Cita a ciegas, testo argentino di M. Diament, ed è la Monaca di Monza nei Promessi sposi alla prova di Testori, diretta da A. Shammah.
È la protagonista di Arizona di J. Rubio con la regia di F. Falco.
Interpreta il ruolo di Elena nella tragedia di Euripide al teatro greco di Siracusa nelle rappresentazioni classiche 2019. Sempre a Siracusa è Clitennestra nell’Orestea di Davide Livermore nel 2021. Vince il Premio Internazionale Flaiano alla Carriera nel luglio 2021.
Per la televisione ha girato varie fiction tra cui La Piovra e Distretto di Polizia, in cinema ha partecipato a film coi fratelli Taviani, U. Marino, J. P. Rappenau e a molte produzioni francesi all’estero.
Accanto ad Angela Finocchiaro recita in un ruolo brillante nel film Ci vuole un gran fisico e Marco Tullio Giordana la sceglie nel cast di Nome di donna (2018). Ha inciso la prima versione italiana di Enoch Arden, melologo per pianoforte e voce recitante di Strauss, con il pianista De Luigi.
Si dedica con passione anche all’insegnamento, collaborando con la Fondazione Paolo Grassi, la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano e lo Stabile di Torino.

L'interpretazione del "fantastico"

Laboratorio con
GIOVANNI CRIPPA

«Il materiale fantastico, svincolato da riferimenti realistici e convenzioni sociali, offre la possibilità di una grande libertà espressiva e quindi di sperimentare nuovi orizzonti vocali e interpretativi.
È anche un ottimo terreno di esercizio, vista la pratica, sempre più frequente, di usare in teatro materiale non specificamente drammaturgico, come racconti, romanzi, articoli di giornale o addirittura saggi scientifici.»

Incontri di 16 ore, tra il sabato e la domenica, con cadenza mensile, a partire dal 6/7 marzo 2021.
Orario 10:00-19:00.
Numero chiuso - massimo 15 iscritti.

Per informazioni o contatti rivolgersi alla segreteria ai numeri:
(rete fissa) 011 88 46 79
(cellulare) 348 590 87 42

oppure inviare una e-mail a:
scrivi@compagniadellaparola.it

Giovanni Crippa

Giovanni Crippa


Dal suo debutto in “Equus” di Peter Shaffer, diretto da Marco Sciaccaluga, Crippa lavora con i principali registi italiani tra cui Squarzina, De Lullo, Patroni Griffi, Albertazzi, De Fusco, Siciliano, Crivelli, Cappuccio, Shammah, Testori, Chérif, Maccarinelli, Stein, Rifici, Sinigaglia e Nicosia.
Tra i vari protagonisti interpretati sono da ricordare Alan in “Equus”, il Cid nel “Cid” di Corneille, il Renzino dei “Promessi Sposi alla prova” di Testori, Albert Tavernier in “ Fior di pisello” per la regia di Patroni Griffi, Erik in “Dettagli” di Lars Norén per la regia di Rifici.
Nel 1995 comincia la collaborazione con Luca Ronconi sotto la cui guida prende parte ad oltre venti spettacoli in ruoli spesso principali, tra i quali ama ricordare Ivan ne “ I Fratelli Karamazov”, Bartolomeo ne “ Il Candelaio”, Penteo in “ Baccanti”, Eschilo nelle “ Rane”, Ebenwald in “ Professor Bernhardi”, Ulisse in “ Troilo e Cressida”, Verri in “ Questa sera si recita a soggetto” e Arlecchino ne “ I due gemelli veneziani” (Premio Ubu come miglior attore non protagonista). In televisione è stato protagonista maschile in “Manon”, regia di S. Bolchi, e “Cherì”, regia di E. Muzii. Recentemente ha ripreso la collaborazione con Carmelo Rifici sotto la cui guida è stato Dorn ne “ Il Gabbiano” di Cechov e Il Vecchio/ Calcante nella “Ifigenia Liberata” di A. Demattè.
Per il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia vanno citati "L'infinito tra parentesi" di Marco Malvaldi, per la regia di Piero Maccarinelli, e "La pazza di Chaillot" di Giraudoux, regia di Franco Però.

IMPRESSUM

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